Hamburger Anzeiger - Farhadi racconta infinite storie parallele di adulterio

Farhadi racconta infinite storie parallele di adulterio
Farhadi racconta infinite storie parallele di adulterio

Farhadi racconta infinite storie parallele di adulterio

'Histoires parallèles' in corsa a Cannes con Huppert, Efira e Cassel

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+++ ATTENZIONE, EMBARGO PER I SITI WEB ALLE 20 +++ (di Francesco Gallo) 'Histoires parallèles', il titolo del film di Asghar Farhadi in gara a Cannes, girato a Parigi con un cast francese all star, va preso molto alla lettera, perché le storie che si sovrappongono sono davvero tante e difficili da seguire. Come dice lo stesso regista iraniano "c'è un confine davvero fragile" tra osservazione, immaginazione e realtà. Un tema ricorrente in questa edizione del Festival: basti pensare al film, sempre in concorso, di Pedro Almodovar, 'Amarga Navidad'. Liberamente ispirato al 'Decalogo sei' di Krzysztof Kieślowski (ovvero al sesto comandamento: 'Non commettere adulterio') 'Histoires parallèles' - che uscirà in Italia con Lucky Red - racconta la storia di Sylvie (Isabelle Huppert), scrittrice che, alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo romanzo, si mette a spiare i vicini di casa immaginando tra loro singolari e complicate dinamiche. Da qui la bozza di un romanzo che coinvolge appunto i titolari dello studio di sound designer, suoi dirimpettai, dove lavorano Anna/Nita (Virginie Efira), il marito Pierre/Nicolas (Vincent Cassel) e l'assistente Christophe/Théo (Pierre Niney). Quando poi la scrittrice assume il giovane luciferino Adam (Adam Bessa) per aiutarla nella sua routine quotidiana, anche questo ragazzo, scoperta la bozza del manoscritto, ci mette del suo per portare avanti l'immaginario della scrittrice fin dentro la realtà. Nel film, che racconta così parallelamente la versione del romanzo, quella vera e anche quest'ultima trasformata dall'intervento di Adam, anche un cameo di Catherine Deneuve. "Una domanda centrale attraversa tutto questo lavoro - ha detto il regista a Positif - : ciò che ci viene mostrato, può essere accettato come realtà? Ciò che appare completamente reale, contiene una verità solida... e quanto è costruito intorno ad esso? Sono insomma interessato alla dinamica tra ciò che è reale e ciò che è immaginario. Come vediamo appunto nel film, la finzione trae ispirazione dalla vita reale, ma influenza anche la realtà". Il fatto poi che i protagonisti siano sound designer non è casuale. "L'idea che il suono più reale sia quello artificiale è diventata un concetto centrale per 'Histoires parallèles' - spiega ancora Farhadi -. È infatti una riflessione sulla realtà artefatta, l'effetto della realtà attraverso il suono e il modo in cui i personaggi reali (che appartengono a un'opera di finzione) contrastano con i personaggi fittizi all'interno di quella stessa finzione. In definitiva, sono affascinato dal suono da quando ho scritto la mia tesi di laurea sul silenzio e sull'esitazione nelle opere teatrali di Harold Pinter. L'idea è che il silenzio non sia affatto l'assenza di suono. Il silenzio è insito nel linguaggio stesso". Cannes ha costantemente sostenuto i drammi di Farhadi nel corso degli anni. Il suo precedente film in lingua francese, 'The Past', ha segnato il suo debutto in concorso al Festival nel 2013 e ha vinto il premio come migliore attrice per Berenice Bejo. Ha presentato poi altri tre film in concorso: 'The Salesman', che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura e il miglior attore per Shahab Hosseini nel 2016, il film in lingua spagnola 'Everybody Knows', che ha aperto il festival nel 2018, e 'A Hero', che ha vinto il Gran Premio nel 2021. Infine ha fatto parte della giuria l'anno successivo.

A.Dankwers--HHA