IA e nanotecnologie per cercare la firma della vita nello spazio
La nuova tecnica permette di distinguere gli amminoacidi di origine biologica
Cercare la firma della vita direttamente nello spazio, senza dover riportare i campioni sulla Terra, potrebbe diventare possibile grazie a una nuova tecnica che unisce Intelligenza Artificiale e nanotecnologie. Sviluppata da ricercatori dell'Università giapponese di Osaka e pubblicata sulla rivista Nature Communications, la tecnica consente di distinguere gli amminoacidi, i mattoncini che costituiscono le proteine, di origine biologica da quelli prodotti in altro modo, ad esempio tramite reazioni chimiche o processi fisici. Nei primi test effettuati, il sistema si è rivelato sufficientemente sensibile e lo strumento può diventare abbastanza compatto da essere ospitato, ad esempio, su un rover inviato in esplorazione su un altro pianeta. Gli amminoacidi prodotti da organismi viventi hanno la stessa formula chimica di quelli di origine non biologica, ma i loro atomi sono disposti in maniera diversa: negli esseri viventi, quasi tutte queste molecole si presentano nella forma indicata con la lettera L, mentre i processi non biologici producono in egual misura forme L e D. Per questo, il rapporto tra le due tipologie di amminoacidi può costituire una biofirma della vita, a patto di riuscire a rilevarla. Per farlo, i ricercatori coordinati da Masateru Taniguchi hanno messo a punto uno strumento in grado di rilevare elettricamente singole molecole biologiche mentre attraversano lo spazio tra due nanofili d'oro. In questo passaggio, infatti, le molecole generano una corrente elettrica, ma la forma delle onde di questa corrente è diversa a seconda del tipo di amminoacido. Combinando poi questa tecnica con l'IA, gli autori dello studio sono riusciti, per la prima volta, a distinguere le forme L e D degli amminoacidi con una precisione superiore all'80%.
A.Roberts--HHA