Giappone, cacciatorpediniere rientra con i Tomahawk Usa a bordo
Svolta conservatrice, Tokyo ora può colpire basi nemiche
Il cacciatorpediniere giapponese Chokai è rientrato oggi nel porto di Sasebo, nella prefettura di Nagasaki dopo aver condotto con successo il primo lancio sperimentale di un missile Tomahawk al largo delle coste statunitensi. La nave è ora operativa con la capacità di colpire obiettivi in territorio nemico, una facoltà che Tokyo rivendica come legittima autodifesa e che secondo gli analisti rappresenta una rottura netta con l'interpretazione tradizionale del pacifismo costituzionale. In questa direzione il ministero della Difesa ha annunciato che tutti gli otto cacciatorpediniere Aegis della flotta verranno progressivamente aggiornati con gli stessi missili da crociera. Allo stesso tempo, le Forze di autodifesa stanno già ricevendo i primi lanciatori Type-25 per missili superficie-superficie e proiettili ipersonici da basi a Kumamoto e Shizuoka, oltre ai missili Joint Strike per i caccia dell'aviazione. Il potenziamento, secondo il ministero, rientra in una più ampia strategia di rafforzamento militare, motivata da un contesto di sicurezza regionale definito 'sempre più severo', in particolare per le tensioni con Cina, Corea del Nord e Russia. Sebbene l'esecutivo si richiami all'articolo 9 della Costituzione, notano gli osservatori, la nuova postura segna un allontanamento dalla dottrina puramente difensiva per la prima volta dal 1945, e rappresenta una tappa concreta della svolta impressa dal nuovo governo guidato da Sanae Takaichi al riarmo del Paese. L'esecutivo conservatore ha approvato per l'anno fiscale 2026 un bilancio della Difesa record di poco più di 9.000 miliard di yen, circa 58 miliardi di dollari, in crescita del 3,8% e per il dodicesimo anno consecutivo. Sotto pressione di Washington per un maggiore impegno militare, la premier si è impegnata a raggiungere l'obiettivo del 2% del Pil già entro marzo, con due anni di anticipo sui piani originari.
M.Huber--HHA