Hamburger Anzeiger - Proteste a Tripoli, chieste elezioni e la fine degli organismi politici

Proteste a Tripoli, chieste elezioni e la fine degli organismi politici
Proteste a Tripoli, chieste elezioni e la fine degli organismi politici

Proteste a Tripoli, chieste elezioni e la fine degli organismi politici

Mobilitazione contro i blackout e il deterioramento delle condizioni di vita

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Le proteste contro i blackout e il deterioramento delle condizioni di vita si sono trasformate nella notte a Tripoli in una mobilitazione apertamente politica, con un raduno in Piazza dei Martiri e nuovi blocchi di sedi pubbliche. I manifestanti hanno chiesto elezioni urgenti e la fine di tutti gli organismi politici della fase transitoria, non soltanto le dimissioni del governo di unità nazionale del premier Abdulhamid Dbeibah. Secondo l'agenzia di stampa statale Lana, i dimostranti hanno attribuito al governo e agli altri organismi politici la responsabilità del peggioramento dei servizi sanitari, scolastici, energetici e idrici, dell'aumento dei prezzi, della carenza di contante e della mancata soluzione della crisi elettrica. Nella piazza sono stati scanditi slogan contro la corruzione e la gestione delle risorse pubbliche. La mobilitazione era partita nel pomeriggio dal quartiere di Hay al-Hani, con un corteo di veicoli diretto prima verso Piazza Algeria e successivamente verso Piazza dei Martiri. Il movimento dei residenti di Souq al-Jumaa aveva annunciato l'avvio di una fase di disobbedienza civile con lo slogan: 'Una voce, un cuore, una richiesta: la caduta di tutti gli organismi politici in Libia'. Nella notte notte i promotori hanno confermato la chiusura di altre sedi istituzionali nella capitale. Il raduno si è svolto in presenza di un ampio dispositivo di sicurezza. Uomini e veicoli del dispositivo Radaa, guidato da Abdelraouf Kara, sono stati segnalati in Piazza dei Martiri e nelle zone di Zawiyat al-Dahmani, Fashloum e dell'hotel al-Mahari. In piazza è apparso anche Salah Badi, comandante della formazione al-Somoud di Misurata, che in filmati rilanciati da diversi media locali ha chiesto la caduta del governo Dbeibah e degli altri organismi politici.

H.Beehncken--HHA