Morto Franco Baresi, il mondo si inchina al 'Piscinin'
Addio a leggendario capitano del Milan, l'omaggio di rivali e compagni
(di Francesca Cozzi) Il mondo piange il 'Piscinin' che ha reso grande il Milan. Il calcio è in lutto, i tifosi di ogni bandiera e nazionalità lo ricordano con nostalgia e tristezza. Franco Baresi è morto dopo mesi di malattia. Era stato operato un anno fa circa per rimuovere un nodulo polmonare. Ha lottato, come ha insegnato a tutti sul campo. Sembrava stare meglio, tanto da portare la torcia olimpica come tedoforo a San Siro alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Poi il peggioramento, giorni di apprensione e infine la tristezza più grande. "La Storia del Milan è in lacrime. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club", ha annunciato il Milan su X. Sono le 7.31 del mattino, da quel momento il calcio si ferma nel raccoglimento. Lo ricordano Real Madrid, Barcellona, la Uefa, le 'rivali' di Serie A, politici di tutti i partiti, da Meloni a Conte, e poi ovviamente i più colpiti, gli ex compagni di squadra. "Ciao Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano?", il toccante e intimo ricordo di Paolo Maldini. "Mi hai insegnato a lottare fino all'ultimo respiro - prosegue Maldini -, cosa significhino l'attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l'esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti. Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l'onore di giocare. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre". Una bandiera che dice addio a un'altra. E' il milanismo per eccellenza. "Per generazioni, Franco ha incarnato i valori, il carattere e l'eccellenza che definiscono questo club - le parole del proprietario del Milan, Gerry Cardinale - anche nell'ultimo anno, mentre affrontava la sua sfida più grande, è sempre stato al fianco del Milan, ricordandoci in silenzio cosa significhi rappresentare questi colori. L'eredità di Franco è profonda e durerà per sempre". Sono in tanti a ricordarlo pubblicamente, da Pietropaolo Virdis ("nessuno è mai stato sopra di lui"), a Filippo Galli ("resterà capitano per sempre"), ma anche Shevchenko ("una persona meravigliosa"), Seedorf ("Leggenda e ispirazione per generazioni"). Si inchina anche la stampa internazionale, dal francese l'Equipe che parla di "precursore" al britannico Guardian, per il quale Baresi era "la coscienza morale" del grande Milan. Anche le istituzioni calcistiche e quelle politiche hanno espresso il proprio cordoglio, a partire dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni: "L'Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione. Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un'intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità". "Il calcio italiano perde una delle sue leggende - dichiara il presidente federale Giovanni Malagò, che gia' oggi è andato a Milano per esprimere il suo cordoglio, tra l'apprezzamento della famiglia e del Milan - un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra". "Oggi esci dal "campo" ancora una volta a testa alta e ci lasci con le lacrime - scrive il ministro dello sport Andrea Abodi- come successe a te nella finale del mondiale americano del 1994". La camera ardente resterà riservata a famigliari e amici stretti, mentre martedì alla basilica di Sant'Ambrogio ci sarà l'ultimo saluto alla bandiera rossonera. A Travagliato, il paese della Bassa Bresciana dove Baresi è nato e cresciuto, ci saranno tre giorni di lutto cittadino. E' il mondo che si ferma, che rende omaggio a uno dei calciatori più grandi della storia azzurra ma anche ad un uomo che è riuscito raccogliere sempre solo stima, affetto e rispetto.
A.Dankwers--HHA