Oms, "nessun segno di crescita del focolaio di Hantavirus"
Tedros, "Epidemie di ebola e Hantavirus dimostrano perché il mondo ha bisogno dell'Oms"
"Allo stato attuale delle cose, non vi è alcun segno che si stia assistendo all'inizio di un focolaio più esteso", di Hantavirus. "Ma ovviamente la situazione potrebbe cambiare e invitiamo tutti i Paesi interessati a continuare a monitorare attentamente i passeggeri e l'equipaggio". È quanto ha detto il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus nel suo discorso di apertura della seconda giornata dell'Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra. "Finora sono stati segnalati 11 casi e tre decessi", l'ultimo il 2 maggio, ha ricordato Tedros. A indurre all'ottimismo, il fatto che "questi numeri sono cambiati poco da quando il focolaio è stato segnalato per la prima volta all'Oms due settimane fa". Ieri la nave da crociera MV Hondius è arrivata a Rotterdam, "dove l'equipaggio è sbarcato e rimarrà in quarantena fino al 29 giugno", ha aggiunto Tedros, che ha ricordato come la gestione del focolaio abbia coinvolto diversi Paesi: la Spagna, che "non solo ha adempiuto al proprio dovere legale" "ma anche al proprio dovere morale nei confronti dei passeggeri e dell'equipaggio"; "il Sudafrica, che è stato il primo a confermare la presenza dell'Hantavirus"; Capo Verde per aver aiutato con l'evacuazione dei tre pazienti sintomatici; l'Argentina e il Cile cruciali nelle indagini epidemiologiche; i Paesi Bassi, coinvolti in ogni fase del focolaio e che hanno accolto le persone evacuate dalla nave. "Le epidemie di ebola e Hantavirus delle ultime due settimane dimostrano perché le minacce internazionali richiedano una risposta internazionale. Dimostrano perché il mondo abbia bisogno del Regolamento Sanitario Internazionale e perché abbia bisogno dell'Oms", ha concluso Tedros.
W.Taylor--HHA