Hamburger Anzeiger - Tumore del seno, 1 donna su 4 sceglie la crioconservazione degli ovociti

Tumore del seno, 1 donna su 4 sceglie la crioconservazione degli ovociti
Tumore del seno, 1 donna su 4 sceglie la crioconservazione degli ovociti

Tumore del seno, 1 donna su 4 sceglie la crioconservazione degli ovociti

Oncologi, 'preservare la fertilità non aumenta il rischio di recidiva'

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Le donne under 40 colpite da tumore mammario sono sempre più interessate alla preservazione della fertilità. Il 25%, infatti, accetta di sottoporsi a trattamenti per il congelamento degli ovociti prima dell'inizio dei cicli di chemioterapia. Inoltre, la stimolazione ormonale per la conservazione degli ovociti non influisce negativamente sulla prognosi dal momento che non aumenta il rischio di recidiva. Sono i risultati dello studio Prefer, coordinato dall'Università di Genova-Ospedale San Martino di Genova, che ha coinvolto 746 donne (d'età compresa tra 18-45 anni) ed è stato di recente presentato al meeting internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium in Usa. Il tema della preservazione della fertilità femminile è anche al centro del convegno Back From San Antonio che si apre oggi a Genova. Il tumore al seno "non deve essere considerata come una malattia che interessa solo le donne in menopausa o over 65 - sottolinea Lucia Del Mastro, Direttore della Clinica di Oncologia Medica dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova -. In Italia circa un caso su dieci colpisce donne under 40 mentre. Solitamente sono neoplasie aggressive la cui gestione risulta complessa per le diverse esigenze che presenta una giovane donna. Tra queste vi è la necessità di ottenere una gravidanza dopo la malattia e i trattamenti anti-tumorali". "Per molto tempo - prosegue Matteo Lambertini, Coordinatore dello studio Prefer e Associato di Oncologia Medica presso l'Università di Genova -. noi oncologi, per paura di una possibile recidiva, abbiamo considerato come potenzialmente pericolosa la stimolazione ormonale. Con il nuovo studio invece è stato evidenziato come non vi siano effetti negativi del trattamento. Per congelare gli ovociti è necessaria la stimolazione ormonale per un periodo limitato di tempo, di solito solo 10-15 giorni". Sono stati inoltre illustrati i principali risultati di un'analisi dello studio Altto relativamente alle scelte della terapia endocrina nel carcinoma mammario precoce HR+/HER2+. La ricerca è sempre stata presentata al San Antonio Breast Cancer Symposium e ha visto in prima linea l'ospedale ligure. Analizzando lo studio Altto è stato chiarito che il miglior trattamento da offrire a queste pazienti è rappresentato dalla somministrazione della soppressione ovarica associata a inibitore dell'aromatasi.

F.Carstens--HHA