Docente iraniana, 'le grandi città si spopolano, migliaia i licenziati'
'Silenziosa migrazione interna e tanti posti di lavoro spazzati dalla guerra'
A Teheran si sta delineando una silenziosa migrazione interna: "le famiglie stanno abbandonando le grandi città non solo per la pressione economica, ma anche per la cronica stanchezza psicologica e la costante incertezza. Questo movimento graduale, quasi silenzioso ma continuo, sta contemporaneamente mettendo a dura prova le aree sottosviluppate, lasciando al contempo alcune zone delle grandi città ad affrontare un lento e sottile spopolamento". A raccontarlo all'ANSA è una docente iraniana quarantenne che per anni ha vissuto fuori dal suo Paese ma recentemente vi è rientrata per stare vicino alla famiglia in questi mesi di proteste e di guerra. Anche il comportamento dei consumatori è profondamente cambiato, racconta la donna: "oltre all'inflazione, ciò che è scomparso è la prevedibilità. Le famiglie non pianificano più in base a prezzi stabili o a un accesso affidabile ai beni; reagiscono invece momento per momento, acquistando quando i prodotti sono disponibili, sostituendo costantemente un articolo con un altro e abbassando progressivamente le aspettative. L'erosione della prevedibilità è diventata una delle caratteristiche distintive della vita quotidiana". I danni e la distruzione di fabbriche, centri di produzione e infrastrutture industriali durante la guerra, poi, hanno innescato una nuova ondata di licenziamenti. "Migliaia di lavoratori e dipendenti hanno perso il lavoro, lasciando molte famiglie senza una chiara prospettiva di ritorno al lavoro né alcuna stabilità economica su cui fare affidamento", spiega la docente. Inoltre, "le diffuse restrizioni e interruzioni di internet hanno di fatto paralizzato ampi settori lavorativi dipendenti dalla comunicazione online. Molti insegnanti online, freelance, traduttori, creatori di contenuti e imprenditori online hanno perso gran parte del loro reddito o addirittura il lavoro negli ultimi mesi, semplicemente perché mantenere un contatto stabile con studenti, clienti o mercati internazionali è diventato quasi impossibile".
E.Mariensen--HHA