Bolivia, proteste e blocchi assediano La Paz: governo sempre più fragile
Sindacati, campesinos e supporter di Morales in piazza.Tensione altissima
La Bolivia attraversa una delle crisi politiche più delicate degli ultimi anni. Il presidente Rodrigo Paz è stretto tra proteste sociali, blocchi stradali e crescenti richieste di dimissioni che minacciano la stabilità del governo insediato l'8 novembre scorso. A innescare le mobilitazioni, riportano i principali media locali, sono state rivendicazioni salariali di insegnanti e sindacati, le proteste dei trasportatori contro la qualità dei carburanti e le contestazioni indigene alla riforma agraria. Con il passare dei giorni la tensione si è radicalizzata. La Federazione Túpac Katari ha avviato blocchi "a tempo indeterminato" sull'altopiano chiedendo direttamente la caduta del presidente, mentre dirigenti del sindacato Centrale operaia boliviana (Cob) e il movimento aymara dei Ponci Rossi si sono uniti alla protesta. A La Paz violenti scontri tra minatori e polizia, con l'uso di dinamite, hanno trasformato il centro della capitale in un campo di battaglia. Sul fronte politico pesa anche il ritorno dei sostenitori dell'ex presidente Evo Morales che hanno lanciato una marcia verso La Paz contro la riforma costituzionale proposta da Paz e per denunciare i procedimenti giudiziari contro il leader socialista. Il governo accusa Morales di alimentare un piano destabilizzante, ma gli analisti vedono alla base della crisi tensioni storiche irrisolte tra movimenti popolari indigeni, classi medie urbane ed élite economiche, aggravate dalla pesante crisi economica del Paese.
W.Widmer--HHA